sito ufficiale della scultrice Patrizia Murazzano

titolo
Punto d'Incontro
Periodico di Arte, Letteratura, Scienze Umane e Cultura Interdisciplinare.
data 01/09/2008
fonte Punto d'Incontro
autore Mario Micozzi

Patrizia Murazzano. La necessità concreta delle relazioni umane oggi disattese e bisogno di superamento della lezione materialistica della vita.

Tornando nuovamente ad interessarci di Patrizia Murazzano di Colonna (RM) (Per la prima volta vedasi il numero 1-2 Gen. Aprile 2008) Il nostro discorso non può non aprirsi alla considerazione di duplicità della ricerca dell'artista come già abbiamo avuto modo di sottolineare. Inconfondibilmente due pertanto le dimensioni attraverso le quali essa si muove, si evidenzia. Quella della "prefigurazione" del concetto che prende vita, si esplica, si oggettiva nella densità finemente plastica e volumetricamente quasi energizzata delle strutture bronzee, marmoree o del vetro. Quella che è confluente in essa e ad essa connessa e cioè si piega a nascoste forze interiori, flessibili alle esigenze dettate da una specie di colloquialità bisognosa dell'ascolto esteriore, della "Captazione" visiva spaziale, prossemica della "Coscientizzazione". Quasi a voler, la Murazzano, rendere "Vivibili" creature inanimate, al fine di essere, queste, non solo matericamente estrinsecate dal pensiero creativo ma come messe in grado di superare anche il momento transeunte della contingenzialità oggettuale da cui sono pervase. Per divenire, tali simbolici esseri, qualcosa d'altro da sè, pur essendo se stessi, per andare al di là dell'occasionalità rappresentativa della visione e della tangibilità. Per contenere nelle forme slanciate, snelle, quasi stilizzate un segreto anelito di verticalizzazione di sè, della psiche trasfusa dall'autrice, incarnata in esse, verso l'altro da sè, fuori dai confini terreni, verso l'infinito che si leva al di sopra della materiale finitezza umana e si riveda "Pellucido" (cm 59x68x19) apparso sul numero scorso.

E si veda anche in proposito ma in un contesto terrestre l'opera "Appo" (cm 70x45x55, Bronzo patinato, anno 2007), che esprime il bisogno di alterità incrociate personali sensorialmente simpatetiche, quasi preoccupata l'artista della mancanza o pochezza o scarsità delle relazioni, oggi alienate. Ma anche nell'opera "Disìo" (cm 53x65x40, Vetro Ultrachiaro Diamant) si vede come urga in Murazzano il desiderio della trasparenza, l'obbiettività dei sentimenti umani nella continuità dell'esser capiti, compresi, accolti.

E, per tanto, tutto ciò conta se non viene preso sotto gamba, ma valorizzato, tenuto a mente, come nell'opera "Obvius" (cm 146x37x30, Marmo Portoro Nazionale) dove sembra che la memoria di ciò che eravamo, di ciò che siamo stati dei nostri incontri, delle nostre conversazioni debba continuare ad essere una realtà possibile, vivacemente dimostrabile, manifestabile, se non vuole finire nel dimenticatoio, in una specie di necrosi della coscienza, se non vuole trasformarsi in un "fossile", in un archeozoica forma di vita elementare.

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