sito ufficiale della scultrice Patrizia Murazzano

titolo
Lo Spirito della Materia
Tra Assenza e Presenza
data 01/02/2007
fonte Ed. Giorgio Mondadori
autore Paolo Levi

Patrizia Murazzano è una scultrice astratto informale, senza rimorsi ne rimpianti nei confronti della figurazione. Tutto ha avuto inizio una quindicina di anni fa. Affrontando un bassorilievo che riproduceva l'immagine di un "cavallo e cavaliere" di Fidia, si soffermò su un particolare, lo isolò dal contesto, e ne ricavò uno studio sui rapporti volumetrici e sulla forma del triangolo. Il risultato di questa elaborazione si realizzò in una struttura plastica di grande purezza lineare. Fu un evento fortunato, perchè oggi la Murazzano è una raffinata ricercatrice della forma e una sperimentatrice della materia e trasmette all'osservatore il senso di una limpida poetica, realizzata attraverso la nobile staticità delle sue creazioni. E' lei stessa a confessare che la scelta dei materili avviene, per lo più, dall'attrazione che il loro profumo e la loro pelle suscitano in lei. La sua ricerca si svolge quindi attraverso una meditazione lentamente elaborata. Nella sua predisposizione mentale il criterio dominante attiene all'ingombro nello spazio, per cui la scelta del materiale avviene in base alla collocazione che è stata prevista per il suo lavoro. Così il marmo nero del Belgio è stato usato per essere collocato in un luogo asettico, in modo da sottolineare la neutralità dello spazio con la presenza ombrosa del marmo nero. Allo stesso modo il cristallo è stato destinato a creare effetti ottici che svelassero i percorsi interni della tridimensionalità. Per Patrizia Murazzano lo spazio ha una funzione di neutralità, ed è fatto per accogliere ed esaltare senza distrazioni le armonie dei materiali: leggerezza col cristallo, pesantezza immanente col marmo nero, o ancora il calore ricco di energia dell'acciaio e del ferro. Operando con lucida chiarezza, in lei istinto e ragione collaborano in una sintesi felice: il rapporto che intercorre fra l'ideazione e la forma definitiva è precisato infatti da un ordine geometrico rigoroso, da una sensibilità epidermica per la cromia e per la sostanza della materia. Queste masse astratte che tendono alla perfezione strutturale, porgono un gioco intenso di purezza e linearità, dove tutto si regge sull'equilibrio della percezione ottica, che non concede spazio alla casualità. Ferro, acciaio, cristallo, marmo, tutto sembra vivere in una felice autonomia, dove la mancanza di pathos non è sinonimo di freddezza, ma di spiritualità depurata, di spinta metafisica verso l'ordine e la purezza. Le volumetrie di Patrizia Murazzano interloquiscono con lo spazio e lo completano, più che riempirlo , con tensioni oblique verso l'alto o con vibrazioni rivolte verso un orizzonte dove nulla è concesso alle apparenze. Si tratta di una scultura risolta in linee di forza che esaltano i motivi di una narrazione architettonica astratta, dove la materia trasmette una pulizia stupefatta. Il variare e l'accrescersi delle geometrie piane, che si intersecano in costruzioni spesso paradossali dal punto di vista della statica, rappresenta la cifra stilistica di un'autrice consapevole e portatrice di forti esigenze etiche ed estetiche. Nel divenire del suo lavoro l'artista è coinvolta dalla tensione di trovare una sintesi che non sia solo un fenomeno a se stante e unicamente esauribile nella forma plastica raggiunta; piuttosto persiste ovunque un'immanenza conturbante, poichè rimanda all'esperienze precedenti, in un processo continuo dove la sperimentazione sul tessuto della materia risponde all'esigenza costante di conferire all'opera finita un senso di dolce tattilità. Nella sua arte, così nobilmete espressa e ricercata, è anche evidente il piacere del funambolismo: utilizzando lastre di materiali diversi, le sistema in posizioni orizzontali o verticali, le riunisce e le separa, in un gioco sapiente di spinte e controspinte fino a descrivere una statica instabilità, che ci avverte della precarietà dello spazio e del tempo, e del rischio continuo di una caduta caotica. Un bel gioco quindi, che le appartiene come componente esistenziale, oltre che la poetica.

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