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titolo |
Premio Giovani Scultura 2005
Accademia Nazionale di San Luca |
| data |
18/10/2005 |
| fonte |
Catalogo Premio Giovani Scultura 2005 |
| autore |
Patrizia Murazzano |
Alcune volte ci si sofferma nel tentativo di percezione del linguaggio proposto, in altre cio è di assimilazione spontanea. In un presente dove tutto è in accelerazione, scandito sempre meno da attimi di pausa, quest'ultima sembra privilegio di pochi. Ho sempre nutrito il desiderio della pausa contemplativa, della ricerca, del momento in cui i tuoi occhi fissano un punto lontano, senza mettere a fuoco nulla mentre il tuo intelletto, nel contempo, visualizza cio che cresce dentro, intima visione che dal profondo risale il percorso vitale per raggiungere il palcoscenico della mente e i tuoi occhi continuano a fissare quel punto invisibile, parte integrante di quell'immaginaria linea retta protesa verso tutto e verso niente. Tutto questo avviene nell'immobilità del corpo, donatore generoso, che senza pretese concilia il raggiungimento della visione interna e quando questo avviene, nasce la certezza di essersi nutriti. Nutrimento fecondo, che bussa alle pareti del tuo addome, che richiama la mente e propone alle mani l'estrema necessità di materializzare, di rendere possibile la visione nascosta agli occhi come presenza prossima. Il mio linguaggio. Ho la possibilità di presentarlo nel silenzio severo dei miei lavori, portavoce del mio immaginario. Ho la possibilità di proporre una pausa, di poterla donare... pausa lunga o breve, dipende da noi, nel momento in cui il gioco essenziale privo di eccedenze tra i volumi proposti termina, subentra la consapevolezza della precarietà, la consapevolezza che tutto è sorretto da poco, e nel mentre, la pausa, come acquarello, sfuma dalla sua apnea per trasformarsi in incredula certezza. Ho voluto presentarmi attraverso la metafora delle mie sensazioni e dei miei desideri. Ho voluto ricordare l'importanza della pausa che si estende a molto di più di tutto questo, ed ognuno di noi sa quanto. In questo momento avrei il desiderio di poter toccare con le mani queste righe che si stanno materializzando davanti a me perchè dentro di me sento bussare, ma la verità è che ognuno di noi deve raccontare qualcosa attraverso l'ampia definizione dell'Arte che ad ognuno appartiene. Io, attraverso le mie sculture ricerco "l'ampia definizione" nel tentativo di migliorare il racconto, di migliorare il materializzato che altro non è che l'unione tra due mondi, lo spirituale e il materiale, l'unione tra cio che siamo e proviamo e cio che cerchiamo di essere, tutto senza finzioni. |
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